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Congedi del padre

30 marzo 2018

Con la Legge di Bilancio 2017 (Legge n. 232/2016) è stata prorogata l’applicazione delle disposizioni concernenti il congedo obbligatorio sperimentale per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio o dall’adozione/affidamento, anche per gli anni 2017 e 2018, aumentandone la durata a 2 giorni per l’anno 2017 e a 4 giorni per l’anno 2018, fruibili anche in maniera non continuativa. Per l’anno 2018, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di sospensione obbligatoria spettante a quest’ultima, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno. In pratica si tratta di un giorno di congedo facoltativo che, però, va a ridurre per la pari durata il congedo della madre lavoratrice.

Pertanto nel 2018 i lavoratori dipendenti che siano diventati o diventino padri potranno godere, entro il quinto mese di vita del bambino o dall’adozione/affidamento di:
● 4 giorni di congedo obbligatorio, anche non continuativi;
● 1 giorno di congedo facoltativo (che però riduce per la pari durata quello della madre).

Tale diritto è autonomo ed aggiuntivo rispetto a quello della madre e spetta a prescindere dal diritto della madre al proprio congedo di maternità. È riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità, non può essere frazionato ad ore, non raddoppia in caso di parto plurimo, è coperto da un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione a carico Inps ed è soggetto alle disposizioni previste in materia di congedo di paternità.
Per poterne godere, il padre lavoratore è tenuto a comunicare per iscritto al datore di lavoro le date in cui intende utilizzare il congedo con un anticipo di almeno 15 giorni (se richiesto per la nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto).

Per quanto concerne il congedo facoltativo è importante ricordare che:
● Il padre può goderne previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. Quindi, il giorno fruito dal padre anticipa il termine finale del congedo di maternità della madre;
● Non può essere frazionato a ore;
● Al padre spetta un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione a carico dell’Inps;
● Per poterne godere il padre deve comunicare per iscritto al datore di lavoro, con un anticipo di almeno 15 giorni, la data in cui intende utilizzare il congedo, allegando una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante il giorno equivalente a quello richiesto dal padre, con conseguente riduzione del congedo di maternità, che dovrà essere presentata anche al datore di lavoro della madre.

Per eventuali ulteriori chiarimenti lo studio rimane a disposizione.