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Contratti Collettivi, conseguenze su mancata applicazione

16 febbraio 2018

Lo scorso 25 gennaio, con la circolare n. 3/2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro è intervenuto a ribadire la rilevanza rivestita dall’applicazione, da parte del datore di lavoro, dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, definendo le regole applicabili a diverse ipotesi e ricordando che tali aspetti sono stati già in parte affrontati dal Ministero del lavoro, con nota prot. n. 10599/16.

Al riguardo l’Ispettorato ricorda che l’ordinamento riserva l’applicazione di determinate discipline subordinatamente alla sottoscrizione o applicazione di contratti collettivi dotati del requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi.

In particolare, eventuali contratti sottoscritti da soggetti non “abilitati” non possono produrre effetti derogatori e che l’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale è indispensabile per il godimento di “benefici normativi e contributivi.”

Nella circolare si ricorda anche che l’art. 51 del D.Lgs. n. 81/15 stabilisce che “salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, per contratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria”.

Pertanto, a parere dell’INL, ogniqualvolta, all’interno del medesimo Decreto, si rimette alla “contrattazione collettiva” il compito di integrare la disciplina delle tipologie contrattuali, gli interventi di contratti privi del requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi non hanno alcuna efficacia.

Ne consegue che laddove il datore di lavoro abbia applicato una disciplina dettata da un contratto collettivo che non è quello stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, gli effetti derogatori o di integrazione della disciplina normativa non possono trovare applicazione.