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INPS: Compatibilità tra NASpI e alcune tipologie di lavoro e di reddito

09 febbraio 2018

Con la circolare n. 174 del 23/11/2017 l'INPS ha fornito importanti chiarimenti sulla compatibilità delle indennità di disoccupazione NASpI, ASpI e mini ASpI con alcune tipologie di attività lavorativa e con alcune tipologie di reddito come borse di studio, rimborsi per stage e tirocini professionali, e con i redditi da attività sportiva dilettantistica, da attività professionale e per prestazioni occasionali.

Dopo aver ricordato che con ilDlgs 22 del 2015 erano state individuate alcune ipotesi in base alle quali il soggetto percettore di NASpI conserva il diritto a detta prestazione, ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro, a condizione che questi ne faccia comunicazione all'INPS entro trenta giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto.

Rammentando anche con la circolare 94/2015 l’Istituto ha diramato le istruzioni operative a valle del Decreto citato,confermando, in relazione al concomitante lavoro autonomo, quanto già disciplinato per la indennità ASpI, oltre che al caso dell’instaurazione ex novo, anche al caso dello svolgimento di attività lavorativa autonoma preesistente alla  cessazione involontaria del rapporto di lavoro di natura subordinata a seguito della quale si è ottenuta l’indennità NASpI.

Proseguendo che con la successiva circolare 142/2015 sono state precisate e confermate dall’INPS le situazioni di cui sopra,con l’aggiunta dei casi di lavoro accessorio, di lavoro intermittente, di lavoro all’estero e di emolumenti derivanti dall’espletamento di cariche pubbliche elettive e non elettive.

Con la recente circolare 174 l’Istituto delinea e precisa la propria posizione in tema di fruibilità della NASPI in presenza di altre situazioni soggettive del percettore quali quelle di seguito. La considerazione di regola adottata è quella secondo cui, nell’ipotesi di svolgimento di attività non formalmente inquadrate nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato o non riferibili in senso stretto ad attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale, ma che danno comunque luogo a una forma di compenso o alla produzione di un reddito che si aggiunge all’indennità di disoccupazione, trovi applicazione la disciplina di cui agli articoli 9 e 10, D.Lgs. 22/2015, rispettivamente in tema di decadenza, sospensione e riduzione dell’importo della prestazione per l’ipotesi di svolgimento contestuale di rapporto di lavoro subordinato e di riduzione dell’importo della prestazione in caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale.

In particolare precisa che:

• I percettori di NASpI che siano anche titolari di borse di studio e assegni di ricerca (assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio)sono tenuti a comunicare tali redditi all'INPS, con riduzione dell'assegno e limite massimo di reddito a 8mila euro.

• Per borse di lavoro e tirocinio professionale, attività sportive dilettantistiche e per prestazioni con contratto di lavoro occasionale (nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile) c'è compatibilità totale con NASpI, e esenzione dalla comunicazione. Nel caso di prestatori di lavoro occasionale percettori di prestazioni di sostegno del reddito, l’Inps sottrae dalla contribuzione figurativa gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionali.

• Per i redditi derivanti da attività professionale c'è l'obbligo di comunicazione all'Inps e limite di reddito fissato a 4800 euro.

• Per i redditi derivanti dallo svolgimento di attività in ambito societario (ruoli di amministratore, consigliere e sindaco di società) il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a 8.000 euro e il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a 0.

Il documento, infine, sulla possibilità di riconoscimento dell’incentivo all’autoimprenditorialità, (cioè la liquidazione anticipata dell’importo complessivo del trattamento NASPI in unica soluzione dell'importo a titolo d’incentivo all'avvio di un'attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio) precisa che si può ottenere nei seguenti casi:

• Attività professionale esercitata da liberi professionisti anche iscritti a specifiche casse, in quanto attività di lavoro autonomo;

• Attività di impresa individuale commerciale, artigiana, agricola;

• Sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio;

• Costituzione di società unipersonale (S.r.l., S.r.l.s. e S.p.A.) caratterizzata dalla presenza di un unico socio.

• Costituzione o ingresso in società di persone (S.n.C o S.a.S)

• Costituzione o ingresso in società di capitali (S.r.L) per la medesima considerazione sulla natura del reddito derivante dall’attività in ambito societario, qualificato anch’esso fiscalmente reddito di impresa.

Resta fermo che ai beneficiari di NASpI che rivestono la posizione di socio di capitale conferendo esclusivamente capitale e la cui partecipazione alla società non è riconducibile ad attività di lavoro autonomo o di impresa, non può essere riconosciuto l’incentivo all’autoimprenditorialità.

Infine, ricorda che per ottenere l'incentivo le domande vanno presentate entro trenta giorni dalla data di invio della Comunicazione Unica all’Ufficio del Registro delle Imprese.