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Pagamenti in contanti di retribuzioni o compensi: divieto dal 1° Luglio

12 aprile 2018

L’arrivo del mese di Luglio di quest’anno porterà con sé anche un notevole cambiamento: grazie alla nuova legge di bilancio, la legge 205/2017, ai datori di lavoro e committenti non sarà più permesso retribuire i propri dipendenti direttamente con l’utilizzo di contanti. Ciò, ovviamente, riguarderà anche gli anticipi da corrispondere.

Questa legge sarà applicata per qualsiasi rapporto tra lavoratore e dipendente, anche in caso di collaborazione coordinata e di contratti di lavoro stipulati in qualsiasi forma all’interno di cooperative.

Il comma 911 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2018, infatti, sancisce che:

“I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.”

Ovviamente, tale disposizione ha un obiettivo ben preciso, ovvero quello di garantire uno stipendio superiore ai limiti fissati dalla contrattazione collettiva tutelando, così, il lavoratore che spesso riceve degli importi che non corrispondono affatto a quanto è stabilito nella sua busta paga. Lottando, quindi, contro gli abusi nei riguardi dei lavoratori.

Gli stipendi, quindi, saranno forniti tramite:
• Bonifico;
• Strumenti di pagamento elettronico;
• Assegno bancario o circolare consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di impedimento, ad un suo delegato. Il delegato in questione, però, deve comunque essere un coniuge, convivente o familiare, che non abbia un’età inferiore ai sedici anni.

Può essere retribuito in contanti solo presso uno sportello bancario o postale in cui il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.

Tale legge, però, non sarà applicata a tutti i settori, infatti ne vedranno l’esclusione:
• I rapporti di lavoro instaurati tramite una pubblica amministrazione;
• Rapporti di lavoro domestico, quindi, ad esempio, badanti e colf che lavorano almeno quattro ore al giorno presso lo stesso datore.

Il legislatore ha specificato delle soglie per tale tipo di retribuzione anche verso determinate categorie di soggetti:

Per i negozianti di “compro-oro”, per cui saranno bandite le operazioni superiori a 500 euro tramite contanti, ma dovrà attenersi ad utilizzare un conto corrente dedicato per attuare esclusivamente questo tipo di operazioni.

Nel caso in cui il datore di lavoro non dovesse rispettare tale decreto, dopo la sua disposizione, è prevista una sanzione amministrativa tra i 1000 e i 5000 euro.
Inoltre, il decreto ricorda e precisa che: “La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione”.